25 aprile

Giovedì, 25 aprile 2019


Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore 

“Dopo che avevo saputo, mi venne un grande rimorso. Non avevo capito niente, niente, e li avevo salutati con la mano, l’ultima volta, speranzoso, che andavano al processo e gliel’avrebbero fatta ai fascisti, loro così in gamba e pieni di stratagemmi. E invece andavano a morire. Loro sapevano, ma hanno voluto lasciarmi l’illusione, e mi hanno salutato sorridendo: con quel sorriso mi davano l’ultimo addio. Figli, perché avete avuto pietà della vecchiezza mia, perché non mi avete detto che andavate alla fucilazione? Avrei urlato ai fascisti, come ho fatto sempre, e forse non sareste morti…

…Perché avete fatto così figli miei? E’ colpa mia, se ho sempre creduto in voi, che nessuno l’avrebbe vinta su di voi? Non è sempre stato così, quando eravamo insieme e tornavate vincitori dai processori, dai carceri, dalle lotte coi fascisti, dai colpi partigiani? Ma alla morte, alla morte non ci avevo mai pensato. Ben meritato è il rimorso, per me superbioso, che vi credevo intoccabili dalla morte. E se anche in carcere lo dicevo, che potevate essere morti, il sangue non ci credeva, e si ribellava. Ma i padri e le madri sono fatti così, adesso lo capisco. pensano che loro moriranno, che anche il mondo morirà, ma che i loro figli non li lasceranno mai, nemmeno dopo la morte, e che staranno sempre a scherzare coi loro bambini, che hanno cresciuto per tanti anni, e la morte è un’estranea. Che sa la morte dei nostri sacrifici, dei baci che voi mi avete dato fino a grandi, delle veglie che ho fatto io sui vostri letti, sette figli, che prendono tutta una vita!…

Maledetta la pietà e maledetto chi dal cielo mi ha chiuso le orecchie e velato gli occhi, perché io non capissi, e restassi vivo, al vostro posto! Niente di voi sappiamo più, negli ultimi momenti, né una frase, né uno sguardo, né un pensiero. Eravate tutti e sette insieme, anche davanti alla morte, e so che vi siete abbracciati, vi siete baciati e Gelindo prima del fuoco ha urlato:

-Voi ci uccidete, ma noi non morremo mai!

E’ vero, figli miei, vostro padre aveva ragione, il sangue diceva giusto, voi non potete morire.”

Alcide Cervi

“I miei sette figli” Einaudi Editore

2 pensieri su “25 aprile

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