7 Dicembre 2020

“L’ antidoto al veleno è il veleno.

Fu il vento, la sua incredibile furia, a salvare Bell Gardia.

Si fece in breve leggenda, che la donna che era andata a difendere il Telefono del Vento, ne venne difesa a sua volta. Si disse che fu grazie al fiato di quelli che a decine di migliaia erano andati lì a invocare i propri defunti. O che fu proprio grazie a questi ultimi che, anche se nessuno poteva sentirli, rispondevano ai vivi con un soffio o una carezza. Alcuni suggerirono invece che fu per via della miscela di entrambi, unita alla naturale presenza del vento sulla collina di Otsuchi.

Tutto quanto si compattò, fece muro contro il tifone e la protesse.”

Non regalare, dunque, alla fretta l’amore (Kojiki)

Sul fianco scosceso di Kujira-yama, la Montagna della Balena, vicino a Otsuchi, in una delle zone più colpite dallo tsunami dell’11 marzo del 2011, c’è il telefono del vento . Un giorno un uomo ha collocato nel giardino chiamato BelI Gardia, ai piedi della montagna, una cabina con un vecchio telefono a disco collegato al nulla e con vicino un quaderno per prendere appunti. Migliaia di persone, che hanno perduto qualcuno, arrivano da tutte le parti del Giappone per alzare la cornetta e parlare con chi è nell’adilà.

Laura Imai Messina – QUEL CHE AFFIDIAMO AL VENTO – Piemme

“Fai l’infermiera, perciò immagino che tu l’abbia già capito. Ho una malattia che mi fa dimenticare le cose.

Se continuerò a perdere la memoria, sono sicuro che saresti capace di mettere da parte i tuoi sentimenti e di prenderti cura di me con il distacco di un’infermiera, e che lo faresti qualsiasi cosa dovessi dire o fare, per strana che fosse, anche se dovessi dimenticare chi sei.

Perciò ti chiedo non dimenticare mai una cosa. Tu sei mia moglie, e se la vita si fa troppo dura per restare mia moglie, voglio che mi lasci.

Non mi devi fare da infermiera. Se non sarò più un bravo marito, voglio che mi lasci. Ti chiedo solo di fare il possibile per me come moglie. Anche se perderò la memoria, voglio che restiamo insieme solo come marito e moglie. Non posso sopportare l’idea che tu resti con me per compassione.

E’ una cosa che non riesco a dirti in faccia, e perciò te la scrivo per lettera.”

Toshikazu Kawaguchi – FINCHE’ IL CAFFE’ E’ CALDO – GARZANTI

2 pensieri su “7 Dicembre 2020

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