Ed io avrò cura di te…

Prima di tutto le brave persone sono autentiche perchè sono sempre guidate dalla sincerità.

“Allora possiamo partire insieme. Devi ancora raccontarmi il viaggio in India.”

Hai ragione. E’ passato molto tempo…ma ricordo tutto, ogni porto, ogni miglio.”

Vibia Matidia, nipote dell’imperatore Traiano, donna di rara generosità e di grande cultura ha raggiunto i Campi Elisi.

Ad attenderla c’è Marco, l’amico di sempre: “E’ bello vederti, staremo bene qui.”

Insieme ripercorrono con la memoria il viaggio intrapreso da Marco, per conto dell’amica, verso l’India alla ricerca di un volume di cui poco si conosceva: “Perfetto: vado alla ricerca di qualcosa che nemmeno esiste e potrò tornare solo quando l’avrò trovato…”, qualcosa di innovativo che poteva rappresentare non solo una religione, ma un modo di vivere e di pensare.

E’ Matidia che finanzia la costruzione della nave, come pure l’acquisto, durante il viaggio, di pietre preziose, di perle in particolare.

Appena la nave, tanto desiderata e sognata, è pronta per l’acqua, Marco, sempre risoluto a partire e navigare, salpa con il fedele Curzio e “Una volta preso il ritmo del mare il timone si fece leggero” come i loro pensieri.

La prima è però una falsa partenza. Marco sottovaluta i segni di una tempesta scritta nel cielo e sopravvaluta le potenzialità di Xifias. La sua nuova nave viene sbattuta in secca su una spiaggia. La violenza della natura non ha tolto alla barca il suo fascino, ma l’albero e l’antenna.

A questo punto sembrerebbe necessario rimandare il viaggio di un anno, ma sulla spiaggia del naufragio, sulle coste della Bitinia, Marco e Curzio, vengono avvicinati da una giovane fanciulla, Arvad, che diventa parte dell’equipaggio ed in soli due mesi li aiuta a rimettere la nave in mare pronta per Alexandria e la sua biblioteca: “Un tempo avrei pagato qualsiasi cifra per una settimana nella biblioteca di Alessandria. Sono piaceri che pochi possono capire”.

La sosta nella Biblioteca tolemaica, che avrebbe dovuto custodire tutta la sapienza umana, permette a Marco di immaginare e poi affrontare il percorso: Babilonia, il canale di Traiano, il Mare Rubrum e, seguendo le rotte indicate dal Periplus Maris Erythraei, raggiungere l’India : “Con le sole armi del nostro amore per il mare, dopo due giorni passati lambendo la costa riuscimmo a trovare quello che stavamo cercando…”.

L’India, le trentacinque o trentasei perle per una collana, (il mistero si scioglie leggendo), i magazzini di beni preziosi allietati dalla musica, una canzone che parla di desiderio, di qualcosa che non si può avere. Tutto diventa spunto per profonde ed intense riflessioni: “A volte, volere è meglio che avere. Se avessimo quello che desideriamo, allora si rovinerebbe tutto. In questo mondo purtroppo, ci sono cose che stanno meglio senza di noi.”

“Il mare guarisce tutto. Ha guarito persino me, con le armonie della sua musica. Tu che avevi? Quello che non potevo avere.”  La via delle perle è la storia di un viaggio per mare. Un viaggio catartico non facile, ma il mare, le onde, il vento, concedono agli uomini di diventare un tutt’uno con lui, permettono di riprendersi l’anima, per poi sentirsi parte di un’anima universale.

“Oh no, tu hai fatto molto di più. Tu sei sempre partito senza mai allontanarti da me. Tu mi hai insegnato che solo l’amore può farsi beffe del tempo…il nostro amore resterà, resterà per sempre.” La via delle perle è anche la storia di un Amore, profondo, impossibile da racchiudere nello spazio e nel tempo, che a tratti ci lascia una vena malinconica, perché non sembra essere vissuto pienamente “La abbracciai senza sentire il suo calore e senza che lei si scaldasse del mio.”. La bellezza e la pienezza di questo amore forse però sono proprio lì nella “Cura” che Matidia e Marco si sono donati per una vita intera ed oltre la vita, in quel sentirsi vicini anche quando il mare li separava.

Gianluca Sabatini ” La via delle perle” Il Frangente Edizioni

Il Frangente è una casa editrice di Verona , leader nella produzione e pubblicazione di portolani, manuali e carte nautiche. Gli editori, con rara sensibilità, hanno dedicato una parte della propria produzione alla narrativa. Sono i racconti dei viaggi intrapresi per mare da navigatori italiani, forse non conosciuti al grande pubblico, ma comunque intensi ed appassionati.

Buon vento!

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