8 Dicembre 2021

Solo l’autobiografia è letteratura, i romanzi sono la scorza, e alla fine si arriva al nocciolo: o io o tu.

“…una donna, se vuole scrivere romanzi, deve avere soldi e una stanza per sé, una stanza propria; il che, come vedete, lascia insoluto il grosso problema della vera natura della donna e della vera natura del romanzo.

Ma per la donna, pensavo, guardando gli scaffali vuoti, queste difficoltà erano infinitamente più grandi. In primo luogo, avere una stanza tutta per sé, e non diciamo una stanza tranquilla o a prova di rumori, era completamente impossibile, a meno che i suoi genitori fossero eccezionalmente ricchi o molto nobili, perfino agli inizi del Novecento. Poiché i suoi soldi spiccioli, che dipendevano dalla buona volontà di suo padre, bastavano appena per provvederla di vestiti, non si poteva avvalere di certe consolazioni di cui invece si avvalevano perfino Keats, Tennyson o Carlyle, tutti e tre piuttosto poveri, facendo una lunga gita a piedi, un piccolo viaggio in Francia, oppure prendendo un alloggio separato il quale, anche se abbastanza miserabile, era sempre un rifugio contro le pretese e le tirannie della famiglia. Queste difficoltà materiali erano formidabili; ma assai peggiori erano quelle immateriali. L’indifferenza del mondo, che tanto faceva soffrire Keats e Flaubert e altri uomini di genio, nel caso della donna non era già indifferenza bensì ostilità. Il mondo non diceva loro, come agli altri scrittori: Scrivete se volete; per me è esattamente lo stesso. Il mondo diceva ridendo: Scrivere? A che cosa vi serve scrivere?

…è abbastanza evidente che perfino nell’Ottocento nessuno incoraggiava le donne a diventare artisti. Al contrario, esse venivano disprezzate, schiaffeggiate, ammonite ed esortate. Il bisogno di opporsi a tutto questo, di provare che non era vero, doveva significare una notevole tensione dell’animo, e una continua perdita di vitalità. E qui ci avviciniamo a quell’interessante e oscuro complesso maschile che ha sempre avuto una così forte influenza sul movimento femminista; quel profondo desiderio, non tanto di dimostrare che lei è inferiore, quanto di provare che lui è superiore.

La storia dell’opposizione degli uomini all’emancipazione delle donne è forse più interessante della storia stessa di quella emancipazione. Se ne potrebbe fare un libretto divertente, se qualche giovane studentessa di Girton o Newnham si decidesse a raccogliere degli esempi e trarne una teoria; ma la giovane in questione dovrebbe proteggersi le mani con guanti di pelle spessa, e il corpo con sbarre di oro massiccio.

La libertà intellettuale dipende da cose materiali. La poesia dipende dalla libertà intellettuale. E le donne sono sempre state povere, non soltanto in questi duecento anni, ma dagli inizi dei tempi. Le donne hanno avuto meno libertà intellettuale di quanta non ne avessero i figli degli schiavi ateniesi. Le donne, pertanto, non hanno avuto la più piccola opportunità di scrivere poesia. Perciò ho insistito tanto sul denaro e sulla stanza propria.

Perciò vi chiedo di scrivere ogni sorta di libri, su qualunque argomento, senza dubitare, per quanto triviale o per quanto vasto vi possa sembrare. In un modo o nell’altro, spero che un giorno avrete denaro sufficiente per viaggiare e per oziare, per contemplare il futuro o il passato del mondo, per sognare davanti ai libri e vagare per le strade e lasciare che la lenza del pensiero scenda sempre più in fondo al fiume. Poiché non ho alcuna intenzione di confinarvi al romanzo. Se volete farmi piacere – e ci sono migliaia di lettori come me – dovete scrivere libri di viaggi e di avventure, di scienza e di filologia, di storia e di biografia, di critica e di filosofia e di sociologia.

Perciò quando vi chiedo di scrivere più libri vi sto incitando a fare qualcosa che contribuirà al vostro bene e al bene del mondo intero.

«Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare. Ciò che conta è liberare il proprio io: lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli»

Virginia Woolf - UNA STANZA TUTTA PER SE' - Feltrinelli
Nadia Fusini - POSSIEDO LA MIA ANIMA Il segreto di Virginia Woolf - Feltrinelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...