Chissà se lo sai…

Le zeppole di San Giuseppe

E’ quasi domani…

Però non volevo perdere l’occasione di trovare, anche in una giornata particolarmente pesante, com’è stata quella di oggi, un attimo di bellezza e di pace.

#unacosabellalgiorno è un esperimento di pasticceria riuscito, che ha profumato la cucina di scorza di limone e vaniglia.

La quiete invece è giunta riascoltando una bellissima canzone di Lucio Dalla il cui testo “nasconde” forse un desiderio attualissimo?

E sotto quale stella, tra mille anni
Se ci sarà una stella, ci si potrà abbracciare?…

Ti ho guardata e per il momento
Non esistono due occhi come i tuoi
Così neri, così soli che
Se mi guardi ancora e non li muovi
Diventan belli anche i miei E si capisce da come ridi che
Fai finta e che non capisci, non vuoi guai
Ma ti giuro che per quella bocca che
Se ti guardo diventa rossa
Morirei Ma chissà se lo sai?
Ma chissà se lo sai?
Forse tu non lo sai
No, tu non lo sai. Poi parliamo delle distanze, del cielo,
E di dove va a dormire la luna quando esce il sole
E di come era la terra prima che ci fosse l’amore
E sotto quale stella, tra mille anni
Se ci sarà una stella, ci si potrà abbracci
are?…”


Le dèjeuner sur l’herbe

#unacosabellalgiorno: un petit dèjeuner sur l’erbe è stato il mio attimo di bellezza quotidiano.

Nulla di troppo impegnativo: un po’ di pane, qualche pomodoro ed un adorabile formaggio alle erbe fatto con cura dalla mia amica Arianna sulla Langa, quella vera, Alta e Fenogliana.

…e poi, cosa non da poco, “l’herbe”!

Si perché vivere in campagna in questi mesi di Covid è stato, ed è un grandissimo privilegio. Il prato, gli alberi, i bulbi che sbocciano, i fiori da piantare sono diventati potenti alleati, così come lo sono state le foglie o le pigne da raccogliere durante l’autunno.

La natura, con i suoi avvicendamenti, scandisce lo scorrere del tempo e mi aiuta a non cadere nello stereotipo che ogni giorno sia uguale ad un altro:

“La Natura, la bellezza, il giardino, il profumo di un fiore, aiutano a fantasticare e a riflettere. Molte piante evocano miti, poesie, leggende…indugiare su questi pensieri, ricordare aiuta a dare alla nostra vita un senso e una serenità distaccata e nello stesso tempo partecipe.”

L’arte, la poesia e la natura sono legate indissolubilmente. Attingere a queste fonti di bellezza e lasciarcene letteralmente travolgere può essere un buon balsamo per le nostre anime messe a dura prova da una triste quotidianità.

Gian Lupo Osti “INVECCHIARE IN GIARDINO” Edizioni Ponte alle Grazie


Rosso: odi et amo

Questo miscuglio inebriante di potere e sensualità

“Perché la luce è colore, e l’ombra è la sua assenza.” (J.M.W. Turner)

Rosso: Scarlatto, Cocciniglia, Vermiglione, Rosso corsa, Ematite, Lacca di garanza, Sangue di drago.

Quante sfumature e quante storie meravigliose intorno a questa tinta riservata, fin dagli albori della storia, ai generali Romani o ai copricapi dei governanti e dei sacerdoti Atzechi. Simbolo di potere e di sensualità ma anche di aggressività, il diavolo viene sempre raffigurato rosso, diventa però, per alcuni popoli, anche colore di buon auspicio e di gioia.

Una pentola di ceramica rossa, un mazzo di ranuncoli rossi, un Atlante sentimentale dei colori (come guida) sono diventati, oggi, i miei strumenti strategici per sfuggire al senso di oppressione e chiusura che inevitabilmente, in questi giorni, associo a questa tonalità. Cucinando nella pentola rossa e riempiendo il vaso di ranuncoli ho cercato nella memoria immagini felici di rosso.

Ho ripensato alla mia prima macchina Rosso corsa, dono di un marito premuroso, ad un cappotto Vermiglio che mi ha accompagnato durante l’attesa di mia figlia Francesca e ad un vestito di lino Scarlatto che mia suocera aveva (ed ancora ha) l’abitudine di indossare d’estate, di ritorno dal mare e che faceva risaltare ancor di più la sua pelle ambrata e i suoi capelli biondi.

#unacosabellalgiorno e tanti “tubetti” di colore perché come diceva Claude Monet : “Ciò che tiene sveglio il mio cuore è il silenzio colorato.”

Kassia St Clair ” ATLANTE SENTIMENTALE DEI COLORI” UTET


Februarius…

Chandeleur

Il mese di febbraio dal latino februare (purificare) è associato, nelle antiche tradizioni pagane e cristiane, alla Luce e alla rinascita.

Ritroviamo il “fuoco nuovo” nelle processioni romane con le fiaccole accese, nell’accensione dei fuochi e dei falò degli antichi riti celtici, nella cattolica “Festa Candelarum” che ricorda, con le processioni e la benedizione delle candele, la purificazione della Vergine e la presentazione di Gesù (luce per illuminare le genti) al tempio.

Le giornate iniziano ad allungarsi e nonostante il freddo sia ancora persistente, la natura si prepara ad uscire dall’inverno.

E’ bello accogliere con riti di Luce il nuovo che rinasce ed i primi timidi accenni di primavera.

Questa sera ho deciso anche io di accendere le candele e di preparare, seguendo la tradizione francese, le crepes.

Ho “rubato” ad un cuoco francese una ricetta molto semplice, ma riuscitissima che scrivo qui sotto.

Che febbraio possa portarci grazia, purezza, luce e rinascita!

INGREDIENTI E SEMPLICI PASSAGGI PER CREPES PERFETTE

Rompere 2 UOVA in un contenitore. aggiungere 250 gr di LATTE, 30 gr di ZUCCHERO e alla fine 100 gr di FARINA. Mettendo prima gli ingredienti liquidi si evita che si formino i grumi. Frullare il tutto velocemente in un mixer o con un frullino. Lasciare riposare la pastella per un quarto d’ora o anche di più, se si ha tempo. Le crepes vanno poi cotte in una padella antiaderente scaldata molto bene e leggermente unta con un po’ di burro o di olio a seconda delle preferenze.


20 Dicembre 2020

BATES: Shh. Ci preoccuperemo in un altro momento. Per ora pensiamo a trascorrere un bellissimo Natale insieme

Per quanto sia uno dei periodi più belli dell’anno, il Natale evoca anche un profondo senso di nostalgia. Si è tentati di credere che le tradizioni natalizie non siano mai cambiate e che tutti abbaino sempre mangiato tacchino, patate arrosto, cavoletti di Bruxelles, plum pudding, mince pie e Christmas cake. Ma sospetto che chiunque non sia inglese, anche solo a leggere queste parole aggrotterà la fronte.

in altre parole, ogni paese e finanche ogni singola famiglia ha un modo tutto suo di festeggiare il Natale. quella che per alcuni è una tradizione inviolabile, per altri può trasformarsi nel peggiore degli incubi.

Regula Ysewijn – DOWNTON ABBEY IL RICETTARIO UFFICIALE DI NATALE – Panini Books

VIOLET: Un nobile a favore di una riforma è come un tacchino a favore del Natale.

18 Dicembre 2020

Le Madeleine

E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato ammorbidire un pezzetto di madeleine. Ma nell’istante in cui il sorso di tè, mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento a qualcosa di straordinario che mi stava accadendo. Un delizioso piacere mi aveva invaso, isolato, senza ne sapessi la ragione. Mi aveva reso immediatamente indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi guasti, illusoria la sua brevità allo stesso modo in cui agisce l’amore, riempendomi di un’essenza preziosa…

Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove poteva venirmi questa immensa gioia?

Marcel Proust

Nathalie Le Foll Cleophee de Turckheim – GARDEN PARTY – Marabout

Celine Giraud – MENU’ LETTERARI – Franco Cesati Editore

Michèle Villemur – A TAVOLA CON MARIA ANTONIETTA – Edizioni Clichy


12 dicembre 2020

“Sia lodato per amore o per forza, il lupo in forma umana, o come che sia, capace di corteggiare una cuoca trasandata senza battere ciglio né storcere il muso. Infatti, come può non arricciare il naso davanti ai capelli della ragazza impregnati dai profumi della padella? L’uomo, o il lupo, devono essere ciechi o immensamente caritatevoli per non guardare con un minimo d’irritazione il nasino lucido di grasso, le labbra screpolate o i resti miserandi dell’ultima manicure!… Se volete affascinare il lupo, a prescindere dalla forma in cui si manifesta, ecco una serie di trucchi rimasti finora appannaggio di poche elette e che è giusto svelare all’intera categoria delle donne di cucina…”

M.kK. Fisher – COME CUCINARE IL LUPO – Neri Pozza

… perché nella mia vita costruita a tessere mal tagliate, nella mia vita a mosaico (come quella di tutti e più delle donne), la casalinghitudine è anche un angolino caldo

“Nella sarabanda domestica che precedeva i pranzi importanti di cui esigeva la supervisione, zia Ermelinda si ritagliava inflessibilmente lo spazio degli gnocchi di semolino. Ce ne andavamo a prepararli nella sua cucina, noi due sole mentre di là fervevano i preparativi. Imburrava la teglia e ritagliava i dischetti con una cura quasi religiosa: e l’oro della crosticina era la garanzia che nemmeno fra gli ospiti di riguardo, nemmeno nel cuore di discussioni accalorate in lingue incomprensibili, avrebbe dimenticato di controllare se ero seduta convenientemente, o di aggiustarmi il fermaglio dei capelli.

La memoria familiare tramanda di zia Ermelinda Pontecorvo – Sereni un’immagine di donna dura, avara, dispotica, complessivamente poco simpatica…Per me zia Mela resta un profumo, la musica, dei gesti eleganti, la sensazione di qualcuno che chiede molto ma molto è disposto a dare, il calore di sentirmi prediletta e unica.”

Clara Sereni – CASALINGHITUDINE – Einaudi

Suor Germana – QUANDO CUCINANO GLI ANGELI – Piemme

Luciano De Giacomi – NONNA GENIA –


La rosa e l’usignolo

La primavera è una condizione dell’anima…

“O cuore, fa conto di avere tutte le cose del mondo, Fa conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde, E tu su quell’erba fa conto di essere rugiada gocciolata colà bella notte, e al sorger dell’alba svanita.” Omar Khayyam


Quando il sole non c’è…

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?

L’autunno è arrivato con tutte le sfumature dei suoi colori, ma ahimè anche con le sue giornate uggiose e nebbiose. Una profumata TORTA DI MELE AL MASCARPONE è un buon modo per dare luminosità e gusto ad una grigia ed umida giornata! Ecco la velocissima ricetta!

Ingredienti

3 uova

100 grammi di zucchero di canna ( la dose si può aumentare, ma, se le mele sono dolci, troppo zucchero rende la torta stucchevole)

250 grammi di mascarpone

200 grammi di farina di tipo 1 o di farro

1 bustina di lievito per dolci

4/5 mele, 2 si utilizzano tagliate a cubetti dentro la torta, le altre tagliate a spicchi per decorazione

In una ciotola capiente si montano con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino ad ottenere una morbida crema. Si aggiungono poi il mascarpone e poco per volta la farina setacciata e il lievito. Se l’impasto risulta troppo solido, si può diluire con qualche cucchiaio di latte. Alla fine si aggiungono all’impasto le 2 mele tagliate a cubetti e si versa il tutto in una teglia rotonda (dai 24 ai 26 centimetri di diametro). Le mele restanti si tagliano a spicchi e con questi si decora la torta. Prima di infornarla a 180° per circa 40 minuti, si spolverizza la superficie con un po’ di zucchero. Io utilizzo sempre la carta da forno nelle teglie prima di versare il composto, questo mi permette di non doverle imburrare od oliare ulteriormente.


American breakfast

…honey I’m tougher than the rest if you’re rough enough for love baby I’m tougher than the rest…

In quasi ogni film americano che si rispetti compare prima o poi una ciambella (donut!) o un’intera scatola e il desiderio di divorane una, a volte, è davvero irresistibile!

Sicuramente gustate a New York avranno un altro sapore, ma anche sul tavolo della nostra colazione possono avere un loro perché. Ancora di più se accompagnate da una buona tazza di caffè nero bollente e da una canzone di Bruce Springsteen, che ha compiuto 70 anni il 23 settembre, ma rimane sempre “The Boss”!

Io suggerisco “Tougher than the rest”… buon risveglio!

CIAMBELLE

Ingredienti

600 grammi di farina di tipo 1 o di farro

1 bustina di lievito di birra disidratato

80 grammi di zucchero di canna (si può aumentare la quantità fino a 120 grammi se le preferite più dolci)

60 grammi di olio di mais

200 ml di latte

1 vasetto di yogurt bianco (125 grammi)

buccia grattugiata di 1 limone

Versare in un recipiente la farina , il lievito, lo zucchero, poi lentamente aggiungere il latte, l’olio, lo yogurt ed infine la buccia grattugiata di un limone.

Amalgamare prima gli ingredienti con un cucchiaio e poi lavorare l’impasto con le mani. quando risulterà compatto ed elastico, un po’ come quello della pizza, lo si lascia riposare per un paio d’ore fino al suo raddoppio.

Una volta lievitato, l’impasto va steso su una spianatoia, non troppo sottile.

Si ritagliano con un coppa-pasta tondo o con un bicchiere le ciambelle e poi si pratica , come si riesce, un piccolo buco al centro! Conta il gusto non la perfezione.

Le ciambelle si fanno lievitare ancora una mezz’ora e poi sono pronte per essere cotte nel forno preriscaldato a 180 gradi per una ventina di minuti.

Possono ovviamente anche essere fritte, ma cotte in forno rimangono morbide e leggere.

Spolverarle appena uscite dal forno con un’abbondante spruzzata di zucchero a velo; per farlo aderire meglio spennellare le ciambelle ancora calde con un po’ di acqua o di latte.