L’EDEN

L’Eden non è stato costruito in un giorno, e nemmeno in sette.

Alice da vent’anni ha aperto l’Eden un centro estetico “come lo voleva lei”. Il suo non è un negozio stereotipato con le pubblicità appese alle pareti, ma la copia, o quasi, della suite di un hotel dove le sue clienti possono sentirsi accolte dal profumo degli oli essenziali, dei fiori bianchi e dalle luci delle candele. Per ognuna di loro, per ognuna delle sue “donne più belle”, come ama definirle, Alice compila una scheda. Una quindicina di righe “La storia di chi siamo – che io chiamo condensato d’essere – sta in poche parole.” in cui tratteggia le personalità, i gusti le preferenze e le ritrosie. Alice ascolta e protegge ciò che le viene raccontato. A venir fuori sono dieci ritratti di donne madri, sorelle, cugine , nipoti, donne anziane e giovani, intense e fragili a cui la cura di Alice restituisce femminilità e umanità, alleviando, ma non celando, i dolori, le sconfitte o le dolorose rinunce affrontate.

“Ho riletto tutte le mie schede e ho il cuore che non so nemmeno dove mi batte. O forse è l’aspettare persone che vorresti aspettare ancora un po’ perché in un’attesa puoi mettere quello che vuoi”

Isabelle Desesquelles “Gli uomini muoiono le donne invecchiano” Edizioni Clichy

Isabelle Desesquelles è stata libraia, poi ha fondato una residenza per scrittori chiamata La Maison de Pure Fiction. Questo è il suo primo romanzo tradotto in italiano.


Plage de Passable

è un’ illusione l’amore inseguita da sciami di lucciole...Noi disposti a difenderlo pronti a rincorrerlo e credere un’altra volta

Lei è all’ orizzonte.

“Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare.”

Eduardo Galeano


Eravamo bellissimi

We’re the same soul

“Il decennio che va dai quaranta ai cinquanta è il più bastardo perché tu vivi incastrato tra prendi e lascia. Cioè senti che la vita ti deve ancora qualcosa, ma senti anche che è arrivato il momento di scaricare zavorra.”
In un afoso pomeriggio di agosto,  mentre si reca a piedi al lavoro in una Milano deserta, Alberto ripercorre a flashback la sua vita. Una vita ingarbugliata, ma non segnata da grandi errori e neppure da troppi rimpianti se non quello per non aver finito gli studi : ” forse perché quelli che studiano hanno l’occhio più vispo”.
Il  matrimonio con Carla, ora in vacanza al mare con le due figlie, è di quelli che resistono perché quando ci si guarda in faccia scappa ancora da ridere. E poi c’è Demetrio…una figura paterna ingombrante, poco affettuosa diventata mite solo quando sopraffatta dalla malattia. Proprio questi giorni di solitudine, permettono ad Alberto di riavvicinarsi a lui facendogli visita per più volte al cimitero. Si mischiano le ombre, le luci le emozioni…e Demetrio è di nuovo accanto a lui.

Andrea Di Martino “Eravamo bellissimi” Jouvence edizioni


Cambiare l’acqua ai fiori

“I miei vicini non temono niente. non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità.”

Per Violette Toussaint, la protagonista di questo straordinario romanzo ho provato un affetto incondizionato da subito…dalla prima pagina lei ci svela accanto a chi vive e si potrebbe non aver voglia di voltare questa pagina…

…ma, se lo si fa, per le altre cinquecento si soffrirà con Lei, ci si rialzerà con Lei, a volte si gioirà con Lei.

Sarebbe bello poter essere Sasha o Célia gli amici che non l’abbandonano mai e che la aiutano a ritrovare un senso anche nel dolore più profondo.

Vorresti prendere un tè con Lei, accarezzare i suoi gatti e chissà poter leggere i suoi diari annotati a mano con tanta cura.

Imparerai che cosa sono “le lacrimanze”:

“E’ una parola che ho inventato io e che riunisce malinconia, sensi di colpa, rimorsi, passi avanti e passi indietro. Tutte le cose che ci avvelenano la vita, insomma, quelle che ci impediscono di evolvere.”

Leggerai la sua prima lettera d’amore e scoprirai che a volte l’amore si può anche” innestare” là dove sembra non poter più vivere.

“Sento una presenza. Un’altra presenza…Sento il suo cuore battere contro la mia schiena, lascio fare ho capito. E’ il trapianto di un amore, l’innesto del cuore di un altro nel mio. Quanto l’ho sperato senza crederci…”

#librisulcomodino #libriconleorecchie #librisottolineati

Valérie Perrin “Cambiare l’acqua ai fiori” edizioni e/o


Riprendiamoci la vita

Goccioline di pioggia

La felicità sta proprio lì: vivere il tutto in un frammento, vivere una presenza in un frammento, vivere un’attesa grande in un frammento.

Dunque in ogni giornata , anche in quelle più sfigate, ci sono almeno tre alberi verdi, tre cose belle per cui ringraziare. Ecco l’esercizio che vi suggerisco tutte le sere, prima di andare a dormire…chiediti: tre cose belle di oggi?

A cosa serve questo esercizio?

Primo: ti fa andare a dormire più felice, un po’ meno arrabbiato ed insoddisfatto.

Secondo: cercare cose belle nella nostra vita ci aiuta a trovare un senso ai nostri giorni. Se c’è una cosa bella significa che c’è un senso da qualche parte.

Terzo: vedere qualcosa di bello ci aiuta a vedere Dio all’opera.

Quarto: allenarsi alle cose belle aiuta a credere che la bellezza è più forte di tutte le schifezze

Quinto: riconoscere le cose belle ci insegna ad essere grati, piacevolmente grati, felici perché grati. Diceva Marco Aurelio: Ogni tanto cerca le cose più preziose della tua vita e chiediti quanto le cercheresti se non le avessi.

Derio Olivero “Riprendiamoci la vita” Effatà Editrice

In questi giorni di “vita sospesa” ho ripreso fra le mani le pagine di Derio Olivero (nulla capita mai per caso). Sono uno stimolo prezioso per cercare un frammento di bello in ogni giornata, un frammento di prezioso in ogni dove.

#librisulcomodino #libriconleorecchie #librisottolineati


Daffodils…

Narcisi dorati

Vagabondavo solo come una nuvola
Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.

Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Così si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa

Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:

Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata.
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza con i narcisi.

“Lyrical Ballads” William Wordsworth


Narciso

Narciso e Boccadoro

“Non è il nostro compito quello di avvicinarci, così come non si avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparare a vivere e a rispettare nell’altro ciò ch’egli è: il nostro opposto e il nostro complemento.”

Herman Hesse “Narciso e Boccadoro” Mondadori


Gennaio

Ti scrivo

da questo freddo

che non vuole più finire,

da questo chiasso girevole

che fa di ogni vita un deserto.

L’altura sarà più verde

fra un mese,

se non gela

arriveranno macchie di rosso

in mezzo ai rovi,

il bianco dei tuoi occhi

sugli alberi delle ciliegie.

Franco Armonio ” L’infinito senza farci caso” Bompiani


La rosa e l’usignolo

La primavera è una condizione dell’anima…

“O cuore, fa conto di avere tutte le cose del mondo, Fa conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde, E tu su quell’erba fa conto di essere rugiada gocciolata colà bella notte, e al sorger dell’alba svanita.” Omar Khayyam


Tu sei una…

Tu sei una

Che devi sempre essere quella forte

Ogni tanto piangi, ma di nascosto

Tipo ieri eri triste ma non me l’hai detto

Ma quando ridi muovi le montagne e scateni le maree

E certo, avrei dovuto accorgermene

Tu sei una che ti porterei a fare a palle di neve con Calvin e Hobbes

Una che i treni ti aspettano se sei in ritardo

perché gli stai simpatica

Tu sei una che domani ti porterei con me nella battaglia.

Guido Catalano