24 Dicembre 2020 La Vigilia

“Si chiama nostalgia, e serve a ricordarci che per fortuna, siamo anche fragili.”

“Cosa state facendo?” chiese Nino incuriosito.

“Costruiamo un carretto per te, ” disse l’orsetto lavatore “per portare la posta di Natale.”

Entusiasta dell’idea, Nino si mise ad aiutarli.

Quando tutta la posta fu ammucchiata nel carretto,

gli animali augurarono a Nino buona fortuna.

“Grazi, cari amici!” disse Nino e si mise allegramente in cammino.

Il carretto correva sul prato che era una meraviglia.

“Riceveranno tutti la loro posta in tempo per Natale” pensò Nino contento.

Intanto, cominciò a nevicare…

Bernadette – NINO E LA POSTA DI NATALE – Nord-Sud Edizioni


23 Dicembre 2020

“Un bravo coniglio non si arrende mai!” lo diceva anche suo padre

“Venite con noi a ballare sotto il vischio,

Mentre dal ciel cade lieve il nevischio!

Auguri a tutti voi di cuore,

Agli uomini, ai bimbi e alle gentili signore!

Che questo Natale sia lieto per tutti

E che il nuovo anno sia ricco di frutti!”


22 Dicembre 2020

Ahimè! Un Natale senza strenne è desolante! mormorò Jo distesa sul tappeto

Louisa May Alcott scrisse questi dodici racconti come favole della buonanotte per la nipotina. Vennero così amati da lei e dai suoi amichetti che la scrittrice decise di raccoglierli in un libro e donarglielo per Natale.

STORIE DI NATALE – Edizioni Clichy

“Ma il lavoro migliore era dedicato ai bambini, ed Effie rimase senza fiato a guardare quegli spiritelli umani appendere e riempire le calzette senza le quali il Natale di un bambino non è perfetto, mettendo dentro cose che un tempo lei avrebbe ritenuto dei regali moto modesti, ma che ora sembravano bellissime e preziose perché questi poveri piccoli non avevano nulla.

– E’ meraviglioso! Vorrei poter organizzare dei Natali lieti come fa questa brava gente ed essere amata e ringraziata come loro. – disse Effie, a bassa voce, mentre osservava quegli uomini e quelle donne impegnati a fare il loro lavoro per poi andarsene alla chetichella senza pensare affatto a una ricompensa che non fosse la loro stessa soddisfazione.


21 Dicembre 2020

Avendo tanto paura della morte, aveva finito per essere spaventata dalla vita.

Marguerite Godin non ama più uscire di casa, le feste di Natale la sfiniscono e preferisce trascorrerle da sola piuttosto che con figli e nipoti…ma la notte della Vigilia una macchina, con una famigliola a bodo, rimane in panne di fronte al suo cancello.

Sarà proprio questo miracoloso incontro a ridarle il gusto per la vita.

India Desjardins Pascal Blanchet – IL NATALE DI MARGUERITE – Bao Publishing

Natale

Non ho voglia

di tuffarmi

in un gomitolo

di strade

Ho tanta

stanchezza

sulle spalle

Lasciatemi così

come una

cosa

posata

in un

angolo

e dimenticata

Qui

non si sente

altro

che il caldo buono

Sto

con le quattro

capriole

di fumo

del focolare

Giuseppe Ungaretti


20 Dicembre 2020

BATES: Shh. Ci preoccuperemo in un altro momento. Per ora pensiamo a trascorrere un bellissimo Natale insieme

Per quanto sia uno dei periodi più belli dell’anno, il Natale evoca anche un profondo senso di nostalgia. Si è tentati di credere che le tradizioni natalizie non siano mai cambiate e che tutti abbaino sempre mangiato tacchino, patate arrosto, cavoletti di Bruxelles, plum pudding, mince pie e Christmas cake. Ma sospetto che chiunque non sia inglese, anche solo a leggere queste parole aggrotterà la fronte.

in altre parole, ogni paese e finanche ogni singola famiglia ha un modo tutto suo di festeggiare il Natale. quella che per alcuni è una tradizione inviolabile, per altri può trasformarsi nel peggiore degli incubi.

Regula Ysewijn – DOWNTON ABBEY IL RICETTARIO UFFICIALE DI NATALE – Panini Books

VIOLET: Un nobile a favore di una riforma è come un tacchino a favore del Natale.

18 Dicembre 2020

Le Madeleine

E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato ammorbidire un pezzetto di madeleine. Ma nell’istante in cui il sorso di tè, mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento a qualcosa di straordinario che mi stava accadendo. Un delizioso piacere mi aveva invaso, isolato, senza ne sapessi la ragione. Mi aveva reso immediatamente indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi guasti, illusoria la sua brevità allo stesso modo in cui agisce l’amore, riempendomi di un’essenza preziosa…

Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove poteva venirmi questa immensa gioia?

Marcel Proust

Nathalie Le Foll Cleophee de Turckheim – GARDEN PARTY – Marabout

Celine Giraud – MENU’ LETTERARI – Franco Cesati Editore

Michèle Villemur – A TAVOLA CON MARIA ANTONIETTA – Edizioni Clichy


17 dicembre 2020

Viviamo tenendoci lontani dalle illusioni come dal mare aperto

Signora dei fiori e del lavoro, amica della natura, messaggera d’amore, tu che organizzi, tra le stanze dorate dei tuoi alveari, il rinnovarsi della terra, metti ordine tu, ti prego nell’assemblea…

L’ape regina disse: “Ho difeso più volte la mano dell’uomo, perché la conosco. Conosco la sua intelligenza e la sua rabbia. Conosco il suo cuore e la sua paura. Anche la sua sofferenza. Il popolo delle api è tra i pochi ad aver raggiunto un accordo con quella giovane specie. Le abbiamo insegnato la pazienza e i movimenti lenti, la convivenza sociale, le abbiamo fatto capire che nessuna impresa può essere portata a termine da soli. Abbiamo alleviato le sue malattie e addolcito la sue giornate…Siamo state generose del nostro tempo e delle nostre arti, perché speravamo che l’uomo imparasse che c’è una parentela tra la terra e il cielo, la psiche e la carne, il corpo e lo spirito, e questo universo si regge sui loro legami.

Che la natura è un unico sistema e il mondo ha un’unica anima…

Che la sopravvivenza è di tutti, o di nessuno…

Che il ciclo della vita, la legge di natura, sono crudeli ma non stupidi.

Si distrugge solo per creare, e ciò che è creato verrà distrutto, e così all’infinito…

lo sappiamo bene noi bestie…

Ma proprio per questo eseguiamo i precetti della natura con prontezza e abilità…

Dicono gli uomini che sia l’istinto a guidarci, ma io lo chiamerei senso comune

Quale senso comune vediamo oggi nell’uomo? Quale?

Filelfo – L’ASSEMBLEA DEGLI ANIMALI – Einaudi

Heal the world

make it a better place

for you and for me

and the entire human race


16 Dicembre 2020

Finalmente è arrivato il momento in cui è disponibile a stare bene. Ovvero ad amare chi la ama, a fare un lavoro perché è quel lavoro e non così, tanto “Perché no?”…

Mi mostra qualche foto…

Olivia fa capolino qua e là, sembra sempre sul punto di uscire dalla cornice. Poi una Polaroid, lei distesa con il figlio di pochi mesi in braccio. Sembra una pubblicità, lei è bellissima, il bambino anche. Ma non è questo che mi colpisce: quello che mi colpisce è che in quella foto ( in quell’unica foto), Olivia assomiglia a se stessa.

A colpire non è la bellezza, ma la grazia dello sguardo, dei gesti. C’è grazia ovunque, in ogni singolo punto dell’immagine. E allora capisco: può anche essere che Olivia per qualche tempo si sia infilata in una vita sgraziata, ma il suo corpo sapeva, aveva sempre saputo, che quello non era l’abito giusto.

Maria Perosino – LE SCELTE CHE NON HO FATTO – Einaudi

Ho scelto di deporre le armi e non procurarmi battaglia, cerco la pace che segue la sconfitta, non la rassegnazione, ma la ricompensa. Sono animale che torna al nido…

Un vecchio cassetto conserva le lucine di Natale, le ho avvolte all’albero ed infilato la spina nella presa, mi sono lasciata trasportare dal bagliore blu che rischiarava a intermittenza il soffitto e mi faceva sentire vecchia, forse inadeguata. La nostalgia ha nutrito la mia sera e mi ha procurato il rimpianto di quello che non c’è più, il desiderio di ciò che era. Il tempo lontano dell’infanzia mi ha inferto la ferita di chi viene tradito, d’un tratto ero di nuovo bambina che ama e non si chiede il perché. E’ un dolore strano il ricordo, è abbraccio che toglie l’aria, carezza che graffia, è immaginazione senza via di fuga, c’è anche quando sembra non esserci. Il Natale è un incontro con la memoria, ci porta a casa, inevitabilmente.

Lorenzo Marone – LA DONNA DEGLI ALBERI – Feltrinelli

“Si vede che noi non siamo quel tipo di donna. Quella che ha tempo per la tovaglietta sotto il piatto.

Abbiamo mangiato da sole tante volte, che l’avessimo scelto o no, che ci sia piaciuto o no. Ma per la tovaglietta non abbiamo avuto tempo: c’è sempre stato altro da fare, da leggere, da passare il badge, o da consegnare un pezzo, o da occupare un bene confiscato, entrare in un carcere, organizzare uno spettacolo, cercare le mutande nel letto disfatto di un altro.

…noi eravamo quattro amiche alla soglia di quel viaggio, ma in realtà con noi c’erano moltissime altre donne…donne che si erano battute per la nostra libertà anche quando ci avrebbero voluto prendere a pantofolate.

Che avevano aperto le nostre porte anche quando l’istinto materno aveva loro suggerito piuttosto di chiuderci a chiave in stanza e poi gettarla via, quella chiave. Che avevano difeso le nostre scelte sessuali numerose e promiscue pure quando avevamo sfoggiato fidanzati impresentabili ai più. Noi eravamo figlie di quelle lì, e i mariti di quelle lì, cioè i nostri padri erano stati femministi quanto le loro mogli.”

Quattro Amiche, quattro donne indipendenti partono insieme per un viaggio attraverso la Turchia. E’ agosto, il viaggio scandito dal ritmo del Ramadan diventa catarsi per affrontare un doloroso lutto, per andare oltre le proprie solitudini, per riscoprirsi e trovare spazio anche per qualcuno che attende il loro ritorno… “Lui stava aspettando me, e io con questa cosa non ci farò mai pace, lui manco la sa e non gliela posso certo dire, ma è così: mi riempie di stupore.”

Che bello questo libro…e che meraviglioso senso di libertà trasmette!

Valeria Parrella – QUEL TIPO DI DONNA – Harper Collins


15 Dicembre 2020

Chi non dà nulla non ha nulla. La disgrazia più grande non è non essere amati, ma non amare.

Non posso smettere di pensare a te. Più tempo passo insieme a te più mi sento umano…Più mi sento…pieno di speranza. Sento che…sento che, quando sono con te ho la possibilità di essere vivo come non mi capita da tanto… -Si passò le dita fra i capelli – E’ praticamente da quando ti ho conosciuto che provo queste sensazioni e che cerco di capirle e di comunicartele, anche se mi rendo conto che forse è troppo presto e che ancora non ci conosciamo molto bene. Ma non riesco a conciliare questa preoccupazione con quello che sto vivendo. Con quello che provo…per te.

Michael Frank – QUELLO CHE MANCA – Einaudi

Questo soprattutto, rifiutare di essere una vittima. Se non riesco a farlo, non riuscirò a fare nulla. Devo ritrattare, abbandonare la vecchia convinzione di essere impotente e che per questo nulla di quel che posso fare potrà mai ferire qualcuno. Una menzogna che è sempre stata più disastrosa di quanto non sarebbe stata la verità. I giochi con le parole, le partite perse o vinte in partenza, sono finiti: in questo momento non ce ne sono altri, ma bisognerà inventarne…

Fidarsi significa lasciarsi andare.

Margareth Atwood – TORNARE A GALLA – Ponte alle Grazie

In un campo

io sono l’assenza del campo.

E’ sempre così.

Ovunque io sia

io sono quello che manca.

Quando cammino

divido l’aria

e sempre

l’aria rifluisce

a riempire gli spazi

in cui era stato il mio corpo.

Abbiamo tutti motivi

per muoverci.

Io mi muovo

per tenere insieme le cose.

Mark Strand