Daffodils…

Narcisi dorati

Vagabondavo solo come una nuvola
Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.

Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Così si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa

Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:

Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata.
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza con i narcisi.

“Lyrical Ballads” William Wordsworth


Gennaio

Ti scrivo

da questo freddo

che non vuole più finire,

da questo chiasso girevole

che fa di ogni vita un deserto.

L’altura sarà più verde

fra un mese,

se non gela

arriveranno macchie di rosso

in mezzo ai rovi,

il bianco dei tuoi occhi

sugli alberi delle ciliegie.

Franco Armonio ” L’infinito senza farci caso” Bompiani


La rosa e l’usignolo

La primavera è una condizione dell’anima…

“O cuore, fa conto di avere tutte le cose del mondo, Fa conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde, E tu su quell’erba fa conto di essere rugiada gocciolata colà bella notte, e al sorger dell’alba svanita.” Omar Khayyam


Tu sei una…

Tu sei una

Che devi sempre essere quella forte

Ogni tanto piangi, ma di nascosto

Tipo ieri eri triste ma non me l’hai detto

Ma quando ridi muovi le montagne e scateni le maree

E certo, avrei dovuto accorgermene

Tu sei una che ti porterei a fare a palle di neve con Calvin e Hobbes

Una che i treni ti aspettano se sei in ritardo

perché gli stai simpatica

Tu sei una che domani ti porterei con me nella battaglia.

Guido Catalano


Quando il sole non c’è…

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?

L’autunno è arrivato con tutte le sfumature dei suoi colori, ma ahimè anche con le sue giornate uggiose e nebbiose. Una profumata TORTA DI MELE AL MASCARPONE è un buon modo per dare luminosità e gusto ad una grigia ed umida giornata! Ecco la velocissima ricetta!

Ingredienti

3 uova

100 grammi di zucchero di canna ( la dose si può aumentare, ma, se le mele sono dolci, troppo zucchero rende la torta stucchevole)

250 grammi di mascarpone

200 grammi di farina di tipo 1 o di farro

1 bustina di lievito per dolci

4/5 mele, 2 si utilizzano tagliate a cubetti dentro la torta, le altre tagliate a spicchi per decorazione

In una ciotola capiente si montano con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino ad ottenere una morbida crema. Si aggiungono poi il mascarpone e poco per volta la farina setacciata e il lievito. Se l’impasto risulta troppo solido, si può diluire con qualche cucchiaio di latte. Alla fine si aggiungono all’impasto le 2 mele tagliate a cubetti e si versa il tutto in una teglia rotonda (dai 24 ai 26 centimetri di diametro). Le mele restanti si tagliano a spicchi e con questi si decora la torta. Prima di infornarla a 180° per circa 40 minuti, si spolverizza la superficie con un po’ di zucchero. Io utilizzo sempre la carta da forno nelle teglie prima di versare il composto, questo mi permette di non doverle imburrare od oliare ulteriormente.



Vogliamo tutti la stessa cosa…

Vogliamo tutti la stessa cosa

ma non la trova nessuno.

Alla fine della giornata

bisognerebbe chiedersi:

quanta luce ho preso oggi,

quante persone ho abbracciato?

Il desiderio bisogna tenerlo

vivo con le nostre braccia,

attaccare i respiri che vagano

nell’aria, dire ai morti di parlare

che noi ancora li ascoltiamo

e dire a chi è solo che avrà il nostro amore

anche se siamo già innamorati.

Sentire il dovere di abbracciare gli altri

non per quello che piace a noi

ma per quello che piace a loro.

Essere amorevoli con tutti

e poi infiammarsi per qualcuno:

alla fine della giornata

è bello aver creduto

a un’ebrezza sconfinata.

La poesia è di Franco Arminio poeta, scrittore e regista italiano che ama definirsi “paesologo”. E’ in arrivo il suo nuovo libro di poesie pubblicato dall’editore Bompiani “L’infinito senza farci caso -poesie d’amore-“.