14 Dicembre 2020

Ecco perché Anju è la mia gemella, capisci adesso – ha concluso Sudha – . Perché è stata lei a a chiamarmi alla vita.

Ci sono altre ragioni per cui non potrei mai odiare Sudha. Una volta ne ho fatto l’elenco.

Perché è la creatura più bella che io conosca, proprio come le principesse delle favole…

Perché è capace di appoggiarmi una mano sul braccio quando io sto per prendere a calci il mondo intero per la stupidità, e il suo tocco è simile a un sorso d’acqua fresca e pulita in una giornata d’afa.

Perché crede nella magia, nei demoni e negli dei, e nelle stelle cadenti in grado di esaudire i desideri, in un modo che per me è impossibile.

Perché sa raccontare le storie meglio di chiunque altro…

Perché sono stata io a chiamarla alla vita e dunque devo fare tutto ciò che posso per renderla felice.

Chitra Banerjee Divakaruni – SORELLA DEL MIO CUORE – Einaudi

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato due occhi
Che quando li apro
Chiaramente vedo
Il nero e il bianco

Il punto non era che fosse sufficiente star bene per continuare a vivere. Sono il corpo e i sensi a ordinarcelo e noi eseguiamo. Ma davanti a un tramonto così bello, avvolta da quell’aria mite, mi sentivo felice. La felicità e la tristezza vanno e vengono come le onde sul bagnasciuga. Se oggi cerchiamo rifugio fra le mura di casa, arriverà anche il momento in cui sentiremo il bisogno di uscire. E’ un processo inesauribile, come le onde del mare, sia che lo stiamo ad osservare sia che cerchiamo di restare a galla. E’ la sola gioia del vivere…

“Senza neanche accorgercene abbiamo fatto un bel po’ di strada noi due, non ti pare? E ne voglio fare ancora tanta”…

Mia sorella selezionò della bella musica e inforcò gli occhiali da sole con un gesto sicuro. Scivolavamo via, con animo tranquillo, lungo quelle strade fuori mano immerse nella quiete delle case e dei campi…

Allora stavamo viaggiando per davvero, ma la nostra vita sarebbe stato un viaggio in ogni caso. Non sapevamo dove ci avrebbe portato. Un mare grande, sconfinato, dove il sogno si confondeva con la realtà, sfiorandola talvolta, e talvolta allontanandosene.

Le sorelle Donguri ci sono ancora, mormorai tra me e me.

Banana Yoshimoto – LE SORELLE DONGURI – Feltrinelli

“Il mantello di Clara Sandoval. O era un plaid. O una coperta. Mantello, plaid o coperta, non importa servono tutti a coprire, nasconder, scaldar, proteggere. Un involucro di pietà. Tanti quadrati o rettangoli uniti tra di loro, alcuni ormai sfilacciati , scintille di colore, petardi in un giorno di festa, verdi, rossi, bianchi, stampati, marrone, viola, uno nero qui, uno rosa là, stretti gli uni agli altri in un diligente lavoro di patchwork…

Non sapeva cosa fosse la vanità. Di quante persone potrebbe dirsi lo stesso? Più ci penso e più glielo devo riconoscere.

…non ha mai preteso di essere una protagonista. Arrivava dopo gli altri e non gliene importava niente. Così come accettò di essere Beth invece di Amy in Piccole Donne, così come accettò che le fotografie da mandare a Charlton Heston fossero le mie e non le sue, allo stesso modo quando scegliemmo dove costruire le nostre case…lei fu l’ultima a pronunciarsi.

Non ha mai protestato per voler essere la prima, in nessuna occasione…Una volta si lamentò che sottovalutavo la sua intelligenza, per via dei nostri aspri diverbi su diversi argomenti…

Forse non sospettava di lasciare un immenso vuoto: di risate, di facezie ,del suo grande fascino, di saper suscitare intorno a sé un’allegria contagiosa, in grado di condizionare l’umore di chi le stava vicino. Finita la sua capacità di trasformarsi in una tiranna quando si trattava di prendere decisioni drastiche, oppure in un oracolo spaventosamente profondo – una dote che serbava per le grandi occasioni: con una sola frase ci metteva a tacere tutte, costringendoci a riflettere per giorni e gironi.

“Si abbracciano/ …come le pietre e le sorelle”.

Marcella Serrano – IL MANTELLO – Feltrinelli

Radici

Sono immersa nella notte

di queste radici amare

come povere meduse

che nel silenzio si abbracciano

cieche, uguali e in piedi,

come le pietre e le sorelle…

Gabriela Mistral

Shobhaa Dé – SORELLE – TEA


10 Dicembre 2020

Anima mia,

oggi è domenica. Un’ altro giorno è passato lontano da te, un altro giorno è passato che mi avvicina, nell’anima di più a te. L’invadi tutta ormai, l’anima mia, traboccante d’amore per te, piena, sempre più colma della ricchezza di vita, di luce, di sogno, di verità che le offri, amore mio. E non ti stancherai? Non ti stancherai più? Non ti stancherai mai? Mi guardo allo specchio, vedo il mio viso avvizzito e mi sento colpevole di un grande errore. Perché è nato in te, ho mosso in te l’inganno di amarmi? Perché coltivo in me la colpa di amarti?

Ti amo, non puoi sapere quanto ti amo, molto più di me stesso, molto più di tutto, più persino della mia poesia se tu, amore, anima mia, non fossi la mia poesia.

Sei la causa del mio rimorso, e hai il merito di dare un motivo, un forte motivo ai pochi giorni che mi restano.

Ti bacio perdonami l’audacia demente che ho di baciarti.

Ungà

Giuseppe Ungaretti -LETTERE A BRUNA – Mondadori

Cercata in me ti ho a lungo, Non ti trovavo mai, Poi universo e vivere In te mi si svelarono…

Darling,

Mia cara Irma, io sono abituato a cibarmi di nuvole e di lontananza, ma tu meritavi qualcosa di meglio! E lascia che ti ripeta che io non voglio la libertà che mi dai, ma tu devi restare assolutamente libera e non avere nessun male da me! Io sarò sempre tuo, a tua disposizione, pronto a fare quello che vorrai – e persino a pensare – quello che vorrai farmi pensare. Per questo, forse, non mi sono mai preoccupato di parlarti delle mie idee, come tu vorresti; non ci tengo, non desidero di meglio che pensare con la tua testa e vedere coi tuoi occhi…

E.

Eugenio Montale – LETTERE A CLIZIA – Mondadori

VIRGINIA,

i tuoi piccoli amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di quest’epoca di scettici. Credono solo a quello che vedono Pensano che quello che le loro piccole menti non comprendono, non esista.

Si Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che queste cose abbondano e donano alla tua vita gioia e bellezza. Ahimè come sarebbe triste il mondo se non ci fosse Babbo Natale! Sarebbe triste come se non ci fossero delle VIRGINIE. Allora non ci sarebbe nessuna fede infantile, nessuna poesia, nessun romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo nessuna gioia a parte quella dei sensi e della vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.

Carteggio fra Virginia O’Hanlon, 8 anni e Francis P. Church direttore del quotidiano newyorchese Sun , 1897

A cura di Shaun Usher – L’ ARTE DELLE LETTERE 125 corrispondenze indimenticabili – FELTRINELLI

Amo i carteggi perché racchiudono “ardenti segreti”, ma, credo, anche il lato più umano e sensibile delle persone.

Leggere le lettere di Ungaretti e Montale permette di andare oltre il volto ed il ruolo letterario di questi due immensi poeti per coglierne , a mio parere, l’intima umanità e fragilità.


9 Dicembre 2020

L’albero magico

Non cercare nel libro

di scienze naturale:

l’albero di Natale

è l’albero della magia.

Vi crescono in compagnia

arance, mandarini,

caramelle, cioccolatini,

torroni, lumini…

Ma i frutti più buoni

sono i frutti a sorpresa

che maturano a mezzanotte

nei loro pacchetti,

mentre tu aspetti a letto,

fingendo di dormire,

che ti vengano a chiamare

per farteli scoprire.

Gianni Rodari – LE PIU’ BELLE STORIE DI NATALE – Einaudi Ragazzi

Autori Vari – POESIE E STORIE CLASSICHE DI NATALE – Einaudi Ragazzi

Mino Milani – NOTTE E NEVE – Einaudi Ragazzi


Daffodils…

Narcisi dorati

Vagabondavo solo come una nuvola
Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.

Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Così si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa

Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:

Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata.
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza con i narcisi.

“Lyrical Ballads” William Wordsworth


Gennaio

Ti scrivo

da questo freddo

che non vuole più finire,

da questo chiasso girevole

che fa di ogni vita un deserto.

L’altura sarà più verde

fra un mese,

se non gela

arriveranno macchie di rosso

in mezzo ai rovi,

il bianco dei tuoi occhi

sugli alberi delle ciliegie.

Franco Armonio ” L’infinito senza farci caso” Bompiani


La rosa e l’usignolo

La primavera è una condizione dell’anima…

“O cuore, fa conto di avere tutte le cose del mondo, Fa conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde, E tu su quell’erba fa conto di essere rugiada gocciolata colà bella notte, e al sorger dell’alba svanita.” Omar Khayyam


Tu sei una…

Tu sei una

Che devi sempre essere quella forte

Ogni tanto piangi, ma di nascosto

Tipo ieri eri triste ma non me l’hai detto

Ma quando ridi muovi le montagne e scateni le maree

E certo, avrei dovuto accorgermene

Tu sei una che ti porterei a fare a palle di neve con Calvin e Hobbes

Una che i treni ti aspettano se sei in ritardo

perché gli stai simpatica

Tu sei una che domani ti porterei con me nella battaglia.

Guido Catalano


Quando il sole non c’è…

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?

L’autunno è arrivato con tutte le sfumature dei suoi colori, ma ahimè anche con le sue giornate uggiose e nebbiose. Una profumata TORTA DI MELE AL MASCARPONE è un buon modo per dare luminosità e gusto ad una grigia ed umida giornata! Ecco la velocissima ricetta!

Ingredienti

3 uova

100 grammi di zucchero di canna ( la dose si può aumentare, ma, se le mele sono dolci, troppo zucchero rende la torta stucchevole)

250 grammi di mascarpone

200 grammi di farina di tipo 1 o di farro

1 bustina di lievito per dolci

4/5 mele, 2 si utilizzano tagliate a cubetti dentro la torta, le altre tagliate a spicchi per decorazione

In una ciotola capiente si montano con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino ad ottenere una morbida crema. Si aggiungono poi il mascarpone e poco per volta la farina setacciata e il lievito. Se l’impasto risulta troppo solido, si può diluire con qualche cucchiaio di latte. Alla fine si aggiungono all’impasto le 2 mele tagliate a cubetti e si versa il tutto in una teglia rotonda (dai 24 ai 26 centimetri di diametro). Le mele restanti si tagliano a spicchi e con questi si decora la torta. Prima di infornarla a 180° per circa 40 minuti, si spolverizza la superficie con un po’ di zucchero. Io utilizzo sempre la carta da forno nelle teglie prima di versare il composto, questo mi permette di non doverle imburrare od oliare ulteriormente.



Vogliamo tutti la stessa cosa…

Vogliamo tutti la stessa cosa

ma non la trova nessuno.

Alla fine della giornata

bisognerebbe chiedersi:

quanta luce ho preso oggi,

quante persone ho abbracciato?

Il desiderio bisogna tenerlo

vivo con le nostre braccia,

attaccare i respiri che vagano

nell’aria, dire ai morti di parlare

che noi ancora li ascoltiamo

e dire a chi è solo che avrà il nostro amore

anche se siamo già innamorati.

Sentire il dovere di abbracciare gli altri

non per quello che piace a noi

ma per quello che piace a loro.

Essere amorevoli con tutti

e poi infiammarsi per qualcuno:

alla fine della giornata

è bello aver creduto

a un’ebrezza sconfinata.

La poesia è di Franco Arminio poeta, scrittore e regista italiano che ama definirsi “paesologo”. E’ in arrivo il suo nuovo libro di poesie pubblicato dall’editore Bompiani “L’infinito senza farci caso -poesie d’amore-“.