3 Dicembre 2021

Tutte le donne sono innocenti

“Questo libro è la storia di un grande amore e di un delitto. Quando lo scrissi io non sapevo come sarebbe andato a finire. Ma in quell’epoca io credevo assolutamente all’eternità dell’amore. Credevo anche in molte altre cose delle quali la realtà attorno mi ha appreso l’inconsistenza.”

“Gli uomini non capiscono queste cose, Sandi. Non valutano il peso di una parola o di un gesto; hanno bisogno di fatti concreti. E le donne sono sempre in torto di fronte ai fatti concreti. Non è colpa loro. Sono due pianeti diversi, i nostri; e ognuno gira sul proprio asse, fatalmente. Vi sono alcuni momenti rapidi d’incontro; attimi forse. Dopo, ognuno torna a chiudersi nella propria solitudine”.

“Per oscuro e disagevole che fosse , quello mi appare oggi veramente il tempo della perfetta felicità, anche perché mi era dato di vivere accanto all’essere straordinario che fu mia madre. Secondo i canoni della morale corrente, ella non era perfetta, forse; ma le sue imperfezioni , le sue debolezze e quella amorosa pietà che moveva ogni suo gesto, erano proprio i caratteri che narravano di lei, presente e viva, già una poetica leggenda. Mia madre era lontana da me come lo sono i personaggi dei libri, una di quelle donne come mi piacerebbe di essere e non si è mai compiutamente”.

“La mia condizione attuale mi favorisce, permettendomi di non avere ritegno alcuno nell’esaminarmi crudamente e nel sottoscrivere atti e pensieri, che , in altri momenti, forse avrei evitato di palesare ad un uomo. Io credo perciò che nessun uomo avrebbe il diritto di giudicare una donna senza sapere di che materia diversa dagli uomini le donne sono fatte. Non ritengo giusto, ad esempio, che un tribunale composto esclusivamente da uomini decida se una donna è colpevole o no. Poiché se esiste una morale comune che vale per gli uomini e per le donne, e alla quale è consuetudine attenersi, come potrà mai un uomo comprendere veramente le sottili ragioni che conducono una donna all’entusiasmo o alla disperazione e che sono connaturate in lei, tutt’uno con lei, dal suo nascere?”

“Così fu pronunciata contro di me la sentenza più dura. Francesco era stato un uomo integro e non aveva fatto nulla che fosse condannato dalla legge. Durante il processo io neppure tentai di difendermi. Se mi fosse stato possibile svelare, dinanzi a tanta gente, tutto ciò che mi aveva offeso nella vita, non sarei stata più Alessandra, ma un’altra. E allora anche la mia vita sarebbe stata altra.”

“Credo che se avessi avuto per avvocato una donna mi sarebbe stato facile spiegarmi; e così se tra i componenti della Corte avessi visto una figura femminile. Invece, pur avvedendomi che i miei ostinati silenzi sollevavano indignazione tra i presenti e allontanavano da me ogni movimento di simpatia e di pietà, non potevo parlare. Se non era stato possibile farmi comprendere dall’uomo che mi viveva accanto e che amavo con tutte le mie forze, se non avevo potuto parlare con lui, come sarebbe stato possibile con gli altri?”

“Non so se coloro che mi giudicheranno avranno tempo di leggere questa memoria. E’ una lunga memoria, infatti perché infinitamente lunga è giorno dopo giorno, ora dopo ora, anche la breve vita di una donna; e raramente è una sola la causa che la costringe a un’improvvisa ribellione.”

Alba de Céspedes - DALLA PARTE DI LEI - Mondadori
Protagonista del novecento letterario europeo, Alba de Céspedes (Roma 1911-Parigi 1997),è, insieme, scrittrice e intellettuale impegnata nel rinnovamento e nella modernizzazione della cultura. Curò a partire dal 1952 (e fino al 1960) la rubrica Dalla parte di lei, inaugurata su “Epoca” dopo il successo del romanzo omonimo. Si trattava di una pagina di posta con i lettori in cui la scrittrice parlava delle donne e del loro essere protagoniste della vita. Tra gli articoli che scriveva per “Epoca”, spiccano le interviste a personaggi della cultura. In particolare alle donne protagoniste del loro tempo.

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